Dopo sei mesi di terapia con Mounjaro, tiro le somme con dati precisi alla mano. Ho perso 14 kg e 20 cm di girovita, passando da un BMI di 30 a 24,56 — ufficialmente normopeso. Ma i numeri sulla bilancia non mi bastano: per capire davvero cosa è successo al mio corpo, mi sono sottoposta alla DEXA, il gold standard per la misurazione della composizione corporea. I risultati parlano chiaro: quasi tutto il peso perso è grasso puro, con appena un chilo di massa muscolare persa — il 7% contro il 20% medio delle diete tradizionali. Il grasso viscerale, il più pericoloso per la salute metabolica, è crollato in modo significativo. Ma c'è anche una nota meno allegra: il metabolismo basale è sceso di quasi 300 calorie al giorno, e da circa un mese e mezzo la fame è tornata. In questo episodio spiego cosa ho fatto di fronte a questo cambiamento, perché ho deciso di sfruttare la fase in modo diverso — orientando l'allenamento e l'alimentazione alla costruzione di massa muscolare — e cosa significa avere il 38% di massa grassa pur essendo tecnicamente normopeso.
6 mesi fa pesavo 14 kg in più. Avevo un BMI di 30, il colesterolo e trigliceridi alti e una fame che non si spegneva mai del tutto. Avevo questa specie di rumore di fondo che ti tormenta — il food noise — che condiziona ogni scelta, ogni passo, e ogni volta che apri il frigorifero anche solo per prendere l'acqua.
Adesso sono normopeso. È una parola che nella mia vita è comparsa così poche volte, e sempre per periodi così brevi, che ancora mi sembra strana da pronunciare. Come quando dici una parola troppe volte di fila e a un certo punto sembra che non significhi più niente. Normopeso normopeso normopeso, cosa vuol dire poi?
Quindi, dovrei essere contenta e in parte lo sono. Ma chi mi segue da un po' sa che non sono il tipo da fermarmi al numero sulla bilancia. Quello che mi interessa è capire davvero cosa sta succedendo alla mia composizione corporea. E poi circa un mese fa è successa una cosa che non mi aspettavo. La fame è tornata.
Non forte come quella di prima, non il food noise costante che mi seguiva ovunque, ma comunque abbastanza forte da farmi chiedere se il farmaco stesse perdendo colpi, o se fosse il mio corpo a fare quello che i corpi fanno sempre quando sentono che qualcosa sta cambiando — e cioè resistere. Così non ho perso tempo e sono passata all'azione.
Ho aumentato leggermente il dosaggio, su proposta della mia endocrinologa. Ho fatto una DEXA, il gold standard per misurare la composizione corporea, per capire esattamente cosa ho perso in questi sei mesi: se grasso, muscolo, o più probabilmente entrambi. E infine ho tirato le somme e ve le racconto oggi, dopo la sigla.
Vi siete mai chiesti perché il mondo ci vuole magri mentre ci riempie di tentazioni? Benvenuti su A mente ferma, il podcast su corpo, peso e società. Io sono Flavia Stella e in questa prima stagione, volevo essere magra. Vi racconto cosa significa vivere in un mondo che ci rende obesi, ma ci vuole sempre più magri.
Attenzione, io non sono un medico. Per la tua salute consulta un professionista. Questa è la mia storia. Cominciamo.
Nel mese di maggio uscirà la mia prima newsletter, in cui vi darò vari suggerimenti e strategie per migliorare il vostro rapporto con il cibo, il vostro stile di vita e la vostra composizione corporea. Uscirà con cadenza mensile, almeno all'inizio, e comprenderà sempre la recensione di almeno un libro che ho letto e che vi consiglio su questi temi.
Inoltre, iscrivendovi alla newsletter potrete — se volete — ricevere la mia guida gratuita con 12 consigli pratici per chi usa già i farmaci agonisti dei GLP-1, con ricetta medica, in cui parlo anche dei costi. Ma non vi preoccupate: se non usate i farmaci, sul sito ci sarà presto moltissimo materiale gratuito anche per voi, e ho in serbo parecchie sorprese che usciranno prossimamente.
In 6 mesi di Mounjaro ho perso 14 kg e ben 20 cm di girovita, misurato all'altezza dell'ombelico. Il mio BMI è passato da 30 a 24,56, il che significa che sono rientrata ufficialmente nel range del normopeso. Sono stata in questo range pochissime volte nella mia vita e quasi mai per periodi veramente lunghi.
Era il risultato che volevo raggiungere assumendo questo farmaco. Ma, come vi ho accennato, questi numeri da soli non mi bastano. L'indice di massa corporea si calcola dividendo il peso per il quadrato dell'altezza, e non dice niente sulla composizione di quel peso. Cosa sono i chili che ho perso? Acqua, grasso, muscolo, tutti e tre?
La domanda non è accademica. Perdere muscolo con una dieta dimagrante è la norma, non l'eccezione. E con i farmaci GLP-1 il rischio è reale, esattamente come con una qualsiasi dieta. E quindi sono andata a farmi la DEXA.
La DEXA è considerata il gold standard per misurare la composizione corporea.
Ti fanno sdraiare su un lettino, poi c'è una specie di braccio che scorre lentamente lungo il corpo, a circa 60-70 cm sopra di te, e ti fa una scansione con due fasce di raggi X a bassa energia. Dura circa 10 minuti e la dose di radiazione è 50 volte inferiore a quella di una radiografia del torace, quindi veramente molto leggera.
Il risultato è una mappa del corpo divisa in tre compartimenti — grasso, muscolo e osso — con una precisione al grammo, regione per regione: braccia, gambe, tronco e addome. Distingue il grasso viscerale, quello intorno agli organi addominali, che è il più pericoloso per la salute metabolica, dal grasso sottocutaneo, che invece è relativamente innocuo.
Due persone con la stessa percentuale di grasso possono avere profili di rischio completamente diversi, proprio a seconda di dove quel grasso è distribuito.
Mettiamo che uno abbia il 30% di grasso. Se una gran parte di quel 30% è distribuita su fianchi, cosce, glutei, spalle — e c'è soltanto una piccola parte distribuita intorno agli organi addominali — il rischio complessivo di sviluppare problemi cardiometabolici è basso. Mentre se questo grasso è tutto bello concentrato sull'addome, allora è molto più pericoloso.
La DEXA può rilevare un guadagno di 200-300 grammi in un singolo distretto, qualcosa che nessuna bilancia o plicometro potrebbe mai fare. E poi c'è il dato osseo: è lo strumento standard per diagnosticare l'osteoporosi, motivo per cui viene spesso prescritto alle donne in menopausa, a chi segue diete molto restrittive e alle persone anziane.
La bilancia non distingue tra un chilo di grasso e un chilo di muscolo, o di acqua. È l'indicatore meno significativo.
La misurazione delle circonferenze con il metro da sarta è già più utile, ma è difficile ripeterla nel tempo sempre nello stesso punto. Io mi misuro solo l'ombelico perché sono abbastanza certa di farlo correttamente — con i fianchi, ad esempio, non so mai dove posizionare il metro.
La plicometria è un altro sistema molto utile: viene fatta con uno strumento che pizzica la plica di grasso. Ma la correttezza della misurazione dipende molto da chi te la fa, ed ha un errore del 3,5%.
La bioimpedenziometria — quella che spesso ti fa il nutrizionista — è molto valida, ma varia enormemente con l'idratazione. Andrebbe fatta sempre nelle stesse condizioni, e certamente da sdraiati, perché quella in piedi non dà risultati attendibili: i liquidi si accumulano negli arti inferiori.
La DEXA invece ha un errore dell'uno o due per cento ed è sempre riproducibile. Ti dà delle informazioni che gli altri metodi non ti danno ed è estremamente più precisa. Ma questo non vuol dire buttare via tutti gli altri metodi, perché quello che ci interessa è il trend nel tempo, non il valore assoluto in un momento preciso.
E la DEXA non te la puoi fare ogni mese, perché sono radiazioni — anche se poche. Le altre misurazioni le puoi fare tranquillamente ogni mese. Quindi usiamole tutte e due.
Ho fatto la prima DEXA a novembre 2023, la seconda a ottobre 2024 e la terza ad aprile 2026.
A ottobre 2025, quando ho cominciato il farmaco, pesavo poco più di 84 kg. Ad aprile 2026, dopo sei mesi di Mounjaro, sono arrivata a 70 kg. Fin qua niente di sorprendente — la bilancia questo me lo diceva già. La domanda vera è un'altra: di cosa sono fatti quei 14 kg persi in 6 mesi?
La risposta è quella che speravo, ma che onestamente non davo affatto per scontata.
La massa grassa è passata da 42 kg del 2023 a 27 kg di aprile 2026. In totale ho perso quasi 16 kg di grasso puro rispetto al 2023, di cui 13 negli ultimi 6 mesi. Quasi tutto il peso che ho perso è stato di grasso — solo un chilo di muscolo ho perso.
Confesso che quando ho letto la percentuale di massa grassa — 38% — ci sono rimasta un po' male. Partivo dal 48%, quindi è una grande perdita. Però speravo di essere scesa sotto il 35%, che è il limite massimo considerato salubre per una donna. Vuol dire che c'è ancora tanta strada da fare.
A proposito di questo 38% di grasso, voglio chiarire un punto importante. Sopra il 35% di massa grassa si rientra nel range dell'obesità, mentre secondo il mio BMI sarei in normopeso. Vedete che differenza pazzesca tra i parametri. Se mi basassi solo sul BMI potrei ritenermi soddisfatta così, e considerare il mio percorso di dimagrimento concluso. Mentre in realtà ho ancora il 38% di grasso.
Per raggiungere una condizione veramente salutare devo perdere ancora almeno 5-6 punti percentuali di massa grassa — questo è il mio obiettivo nei prossimi mesi. Anche se la percentuale dei miei sogni sarebbe il 25%, che praticamente è il valore di una donna davvero normopeso ed è il limite superiore per un atleta. Ma guardandomi allo specchio e considerando tutte queste misurazioni, mi rendo conto che forse il 25% è al di fuori della mia portata dal punto di vista genetico. Io non sono fatta per avere una percentuale di grasso così bassa. Comunque, sognare è gratis.
E veniamo al dato fondamentale: cosa è successo ai muscoli?
Qui viene la parte che mi ha sorpresa di più. La massa magra — che include i muscoli, gli organi, l'acqua corporea, tutto ciò che non è grasso né osso — era 42,5 kg a novembre 2023, a ottobre 2024 era salita leggermente a 43,3 kg, probabilmente grazie al lavoro che facevo in palestra, e ad aprile è scesa a 42,5 kg.
Praticamente identica a due anni e mezzo fa.
In sei mesi di Mounjaro ho perso circa un chilo di massa magra, che è una quantità davvero minima di cui sono molto soddisfatta. Aver perso solo 1 kg di muscolo su 14 vuol dire aver perso solo il 7%, contro il 20% medio delle diete dimagranti normali.
C'è da dire che partivo con tanta massa grassa da perdere e questo sicuramente ha protetto i miei muscoli. Paradossalmente, più si è magri, più si rischia di perdere muscolo se ci si mette a dieta; mentre più si è grassi, più è facile che si perda grasso invece del muscolo.
E anche l'allenamento con i pesi ha certamente fatto il suo lavoro. Insomma, non mi è venuto il sedere da Ozempic di cui si sente tanto parlare — e neanche la faccia, se è per questo.
C'è un ulteriore dato che vale la pena commentare. Il grasso viscerale, quello intorno agli organi addominali, nei tre anni è crollato in modo significativo, più che proporzionale rispetto alla perdita di peso totale. Il che conferma che il corpo, quando perde peso, tende a intaccare prima il grasso più dannoso. Ottima notizia.
C'è però una nota meno allegra che voglio condividere con voi. Il metabolismo basale — le calorie che il corpo brucia a riposo solo per resistere — è sceso da 1591 a 1229 kcal al giorno: quasi 300 calorie in meno.
Non è una sorpresa, è la risposta del corpo alla perdita di peso, e succede praticamente sempre. È anche logico: prima dovevo portare in giro più di 80 kg, adesso solo 70, e il corpo consuma meno di conseguenza. Ma significa che per mantenere i risultati dovrò mangiare meno di quanto mangiassi prima di cominciare con Mounjaro. Questa è la fregatura. A lungo termine è una delle sfide più concrete di chi ha perso molto peso, e ne parleremo in un episodio dedicato.
Da circa un mese e mezzo la fame mi è tornata con una certa intensità. Anche il food noise si è un po' riaffacciato. Non come prima di cominciare, ma abbastanza da farmi notare la differenza.
Cosa vuol dire? Che il farmaco non funziona più? Dopo le mie consuete ricerche ho capito che la spiegazione è un'altra. Credo che il mio corpo abbia innescato la classica reazione di allarme che subentra dopo ogni dieta, quando hai perso un bel po' di grasso. Si è accorto che ho perso molto peso, non è affatto contento e mi manda dei segnali per spingermi a mangiare di più — segnali che sarebbero certamente molto più forti senza Mounjaro. Perché ci sono già passata. Io la so questa cosa, l'ho già vissuta.
E quindi sono corsa dall'endocrinologa, che mi ha aumentato il dosaggio, ma solo di 1,25 mg. Il miglioramento c'è stato, ed è parziale. Ho meno fame nei primi giorni dopo l'iniezione, ma negli ultimi tre giorni della settimana l'appetito torna — a volte anche insistente, ma comunque gestibile. Specialmente la mattina appena sveglia sento una certa fame. Sto comunque continuando a perdere peso, anche se molto lentamente, e questo va benissimo.
Ho pensato di sfruttare questa fase in modo diverso. Invece di cercare di sopprimere questa fame, ho cominciato una dieta orientata alla costruzione di massa muscolare.
Sono tecnicamente normopeso — il peso adesso va bene, posso restare qui. Quello che posso migliorare è la composizione corporea, cercando di abbassare la percentuale di grasso e aumentare quella di muscolo. Per farlo devo mangiare di più rispetto a prima, soprattutto più carboidrati, a parità di proteine.
E quindi che figata, si mangia.
Scherzi a parte, all'inizio sono stata presa dal panico, lo ammetto. Poi ho riflettuto e mi sono resa conto che la situazione è stabile. Il peso adesso scende più lentamente, i vestiti mi vanno comodi, ho energia per allenarmi perché mangio di più — mi basta restare concentrata.
C'è anche un lato positivo inaspettato. La modifica del dosaggio da 5 a 6,25 mg mi ha fatto scoprire che, sempre facendosi guidare dal proprio specialista, è possibile risparmiare parecchi soldi sull'acquisto del farmaco. Anche di questo aspetto parlo nella guida gratuita sugli agonisti del GLP-1 di cui vi accennavo prima.
La prossima puntata sarà sul bliss point, quel potere magico e un po' diabolico che hanno gli alimenti industriali su di noi. Avete presente le patatine nel sacchetto, i biscotti, le merendine? Cercherò di rispondere alla domanda se gli alimenti industriali siano o meno la vera causa del nostro rapporto così alterato con il cibo, come molte persone sostengono.
Per oggi ci fermiamo qui, senza trarre conclusioni — c'è ancora molto da dire. Se ti è piaciuto quello che hai sentito, manda l'episodio a qualcuno e lasciami un commento: rispondo sempre. Non dimenticarti di seguire il canale.
Questo è A mente ferma, io sono Flavia Stella e ti aspetto alla prossima puntata.